Le feste popolari

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una pariglia della Sartiglia
una pariglia della Sartiglia
una pariglia della Sartiglia

Le sagre della Sardegna sono uno straordinario motivo di visita, in grado di calamitare l’attenzione di tutti i vacanzieri.
In ogni città e paese, soprattutto nel periodo che va da aprile a settembre-ottobre gli organizzatori di questi appuntamenti pensano anche ai turisti, nel preparare le varie iniziative e intrattenimenti. Gli ospiti forestieri, apprezzano le affascinanti processioni, i balli tradizionali,  i costumi, le gare poetiche, le degustazioni di prodotti tipici, le produzioni artigianali ed enogastronomiche locali. Le sagre sarde sono particolarmente ricche di attrattive e si svolgono in periodi  turistici molto tranquilli, il visitatore raggiunge l’isola quando è sicuramente più bella e meno affollata, apprezzando di più la sua scelta della “bassa stagione”: bassa  non certo di interesse. Nell’alta stagione possono seguire manifestazioni meno note ma non per questo meno affascinanti.
La stagione invernale ci offre le manifestazioni carnevalesche, come la Sartiglia di Oristano la festa grande della città,   una tradizione che si perpetua da oltre cinquecento anni dal 22 al 24 febbraio. Acrobazie equestri, giostra cavalleresca e corteo carnevalesco si fondono e si armonizzano, insieme a tradizioni sarde e catalano-aragonesi.
e i mamuthones di Mamoiada I Mamoiadini affermano che senza Mamuthones e Issohadores non c’è Carnevale il che vuole significare che è questa la manifestazione più importante, il simbolo del Carnevale ed è allo stesso tempo segno di allegria e tempi propizi. I Mamuthones si muovono su due file parallele, fiancheggiati dagli Issohadores, molto lentamente, curvi sotto il peso dei campanacci e ad intervalli uguali dando tutti un colpo di spalla per scuotere e far suonare tutta la sonaglieria.
E’ opportuno ricordare anche al tradizione dei fuochi di S. Antonio la sera del 16 gennaio.
La stagione turistica vera e propria ha inizio con la Pasqua, che tra l’altro può riservare un clima particolarmente mite, tanto da consentire i primi bagni al mare. Si svolgono interessantissime processioni nelle località più note come: Sassari, Castelsardo,  Nulvi, Alghero, Oristano,  Bosa, Oliena, Orgosolo, Sarule, Iglesias e Cagliari, ma anche nei centri minori. Il 28 aprile  a Cagliari e in altri centri isolani si festeggia Sa Die e sa Sardigna (il giorno della Sardegna) che rievoca con una grandiosa manifestazione e migliaia di comparse in costume la cacciata dei piemontesi dal capoluogo, avvenuta nel 1797.
Il primo maggio sempre a Cagliari si svolge la sagra di S. Efisio martire, la festa più importante della città.
Nel 1656, dopo la terribile ondata di peste che sconvolse la città di Cagliari, la cerimonia in onore del santo assunse i fasti che a tutt’oggi si possono osservare. Dopo la peste i consiglieri cagliaritani legarono la città al voto perpetuo di celebrare annualmente sant’Efisio per ringraziarlo della salute ritrovata, e fu scelto il mese di maggio proprio perché simbolo di rigenerazione della natura.
Nel mese di giugno, nel suggestivo sito di San Lorenzo, a Santulussurgiu, si svolge la grande fiera del cavallo sardo. Il 24 giugno grande celebrazione popolare con i tipici fuochi ed il rito del salto, oltre allo scambio del così detto “comparatico”, per San Giovanni Battista patrono dei pastori.
A luglio nel mare di Arbatax si festeggia la Vergine Stella Maris, e a Cagliari la grande sagra della Vergine di Bonaria, protettrice della Sardegna e patrona dei navigatori di tutto il mondo, con suggestive processioni a mare. A Sedilo  si svolge la tradizionale sagra di S. Costantino Magno imperatore, caratterizzata da un culto religioso particolarissimo e dallo spettacolo dell’Ardia nell’antico santuario che nella preistoria era luogo di raduno delle tribù nuragiche. La matrice religiosa è tuttora l’elemento fondamentale della festa: la meta ultima della corsa è infatti costituita dal santuario dove compiono i giri di rito non solo i cavalieri, ma anche i moltissimi fedeli che, a piedi o addirittura in ginocchio, in questo modo adempiono a voti o dimostrano semplicemente la loro devozione al santo.
A ferragosto o meglio il 14 si svolge a Sassari la più amata sagra, i Candelieri, che divenne festa votiva quando, al cessare della peste del 1652, fu ufficialmente riconosciuto l’adempimento del voto da parte delle corporazioni delle arti e dei mestieri (detti con parola spagnola gremi), che si impegnavano ad offrire alla Vergine Assunta dei ceri da portarsi ogni anno alla Chiesa di Santa Maria in solenne processione.
Il 15 la Vergine assunta è festeggiata quasi ovunque  con le belle processioni, verso il 21 a Nuoro la grande sagra del Redentore chiude la triade dei  grandi festeggiamenti dell’isola, iniziata a Cagliari con S. Efisio  e proseguita a Sassari con la Cavalcata.
A settembre il mese si apre con le numerose  sagre in onore di S. Pietro Apostolo festeggiato nei centri che riportano il suo nome come in altre località dell’isola. A metà settembre la grande sagra di Santa Croce ad Oristano, con  varie manifestazioni e rassegne. A Cabras nel santuario di San Salvatore di Sinis , la  tradizionale sagra religiosa è rinomata per la corsa degli scalzi.

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